QUANDO NATURA E ARTE SI INCONTRANO
“Ogni bimbo è un artista finché non gli viene detto che non lo è.”
John Lennon
In questo primo periodo dell’anno educativo dove i bambini/e devono ambientarsi, conoscere nuovi spazi, acquisire nuovi ritmi, imparare a gestire le emozioni che comporta il distacco dalla famiglia e l’inizio di nuove relazioni con altri adulti e fra pari, è importante predisporre spazi accoglienti in modo da costruire un ambiente che permetta un approccio esperienziale spontaneo e basato sui tempi e ritmi del bambino/a, stimolando e accompagnando la sua naturale curiosità e sete di scoperta.
La Pedagogia e le Neuroscienze, affermano l’importanza di offrire ai bambini e alle bambine l’opportunità di stare in relazione con la natura e di esprimersi in attività grafico-pittorica, poiché consente loro di sperimentare vari approcci, sensazioni, abilità, sviluppare conoscenze, fare scoperte, in un ambiente che diventa sempre più caro e familiare poiché fonte quotidiana di nuove avventure e rivelazioni.
Il contatto con la natura, infatti, aiuta ad imparare a gestire e a contenere lo stress, facilita l’interazione tra pari e la costruzione dell’autostima. Altrettanto importante per una sana crescita dei bambini/e è stimolarne la creatività. Proporre momenti artistici ai bambini/e significa usare uno strumento molto potente in grado di agevolarne e promuoverne lo sviluppo sotto diversi aspetti:
- dallo sviluppo neurologico alla motricità fine (essendo di natura pratica la creatività può aiutare i bambini ad affinare le abilità motorie usando pennelli, matite e materiali vari, migliorando coordinazionee destrezza);
- dal linguaggio al pensiero divergente (l’arte aiuta ad esprimere le proprie emozioni, ad arricchire il vocabolario attraverso la conoscenza di nuove azioni, nuovi colori, forme, e materiali. Inoltre attraverso l’arte i bambini/e esplorano nuove idee, imparano ad assumersi dei rischi, avendo a disposizione innumerevoli scelte e, al tempo stesso imparando a pensare criticamente, sviluppano l’abilità di concepire svariate soluzioni a un solo problema).
E’ in quest’ottica che si pone il pensiero e l’azione educativa dell’asilo d’Infanzia comunale “Pinocchio” di Case Bruciate.
In una giornata “qualsiasi” della settimana, ma ogni volta pensata ed organizzata, i bambini/e possono cogliere l’opportunità di trovare stimoli, spunti, per fare giochi ed esperienze diverse. Andiamo a “conoscere” nel particolare come si svolge una di queste giornate per vedere come la quotidianità può trasformarsi in scoperta e meraviglia.
È giovedì 20 ottobre, sono le h 10,10 i bambini/e hanno finito di fare colazione ed alcuni di due sezioni sono già in giardino in attesa che arrivino tutti gli altri della terza sezione ancora in bagno per il cambio.
I lattanti sono già in camera a dormire.
In giardino sono stati preparati 2 tavoli coperti con carta bianca, con 2 centri d’interesse: sopra un tavolo una piccola cassetta di legno con mele cotogne e sopra l’altro una cassetta con melograni.
I bambini si avvicinano spontaneamente ai tavoli, iniziano ad esplorare i frutti, a manipolarli, a farli rotolare, a soppesarli, qualcuno prova ad assaggiarli…. Ripetono il nome del frutto “melagana”, sono incuriositi dalla sua particolarità…
Nel frattempo ci raggiungono tutti gli altri e le educatrici danno inizio alle attività portando al tavolo delle mele cotogne vaschette con colori a tempera e spugnette ed aprendo alcuni dei frutti: l’esperienza delle meraviglie e della scoperta ha inizio!

Tutti i bambini e le bambine che si erano avvicinati provano a colorarsi le mani, la bocca, a fare stampi, a lasciare tracce sulla carta, vanno a prendere i melograni e li portano al tavolo del colore osservando meravigliati tutte le trasformazioni che riescono a fare dalle vaschette, al foglio, ai frutti, alle loro mani, gustandone le sensazioni che quel contatto produce.
Al tavolo dei melograni si avvicinano i bimbi/e che preferiscono una dimensione più “soft” dell’esperienza. Le bambine e i bambini timidamente schiacciano chicchi colorati provando l’emozione dell’esperienza del colore a dita e della sensazione dello scoppio ridendo ed esclamando: “Rosa!!!”. Alcuni preferiscono non usare le mani ma posate di plastica e spalmare il succo senza sporcarsi le dita.

E mentre due nutriti gruppi sperimentano tutte le possibili combinazioni ed usi dei materiali divertendosi a scoprire anche le proprie abilità, altri liberamente giocano nel giardino con ciò che hanno a disposizione seguendo il proprio interesse. Le bambine e i bambini restano a lungo immersi nel gioco, sono molto concentrati. Man mano che si allontanano dal tavolo, poiché non più interessati a proseguire, un’educatrice accompagna la bambina/o a lavarsi per permettergli di tornare al gioco libero. Nei gruppi c’è un clima di allegria e di attesa: dopo tutto questo “lavoro” ed energie spese, ora arriva il pranzo, è un tempo di ristoro per il corpo, ma anche di riposo e di dialogo sia con i compagni che con gli adulti, in un clima di serena convivialità.

