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LA LINGUA MADRE DI OGNI PERSONA È IL “BABY TALK”, LO SAPEVATE?

Consiste nel modulare intonazioni della voce a seconda di ciò che vogliamo dire o raccontare alle bambine e ai bambini, soprattutto quando sono molto piccole o piccoli.
Questo cantilenare non è “solo per” mamme o papà; spesso lo sentiamo utilizzare dai nonni o dagli zii… è una cosa di famiglia!

La magia di questo linguaggio aiuta il bambino o la bambina ad affinare l’udito dal punto di vista percettivo e successivamente regala un piccolo-grande vocabolario per la vita.

Cullato dalle vostre composizioni musicali originali e rapito dal vostro sguardo pieno di amore e attenzione il vostro bambino o la vostra bambina si nutrirà di tutte le parole che gli donerete e, un giorno non molto lontano saranno le stesse parole che proverà a pronunciare e che permetteranno di esprimersi e di raccontarsi al mondo.

Il baby talk è un linguaggio universale, ciò vuol dire che appartiene a tutte le popolazioni; è caratte­rizzato da molte ripetizioni, ritmo lento, tonalità acuta, separazione chiara delle parole insieme ad un’espressività aumentata della voce, del volto e dei gesti.

 

I bambini e le bambine preferiscono questa modalità perché aiuta loro a comprendere il significato emotivo e, se questo linguaggio diventa canto, la comunicazione è più stabile con un maggior scambio di sguardi. Il canto riesce anche a modulare lo stato di regolazione del bambino che si calma durante il pianto e si rilassa prima della nanna.

 

Dal baby talk alle conversazioni

La musicalità degli scambi linguistici è importante anche per esprimere e capire gli stati emotivi e affettivi. Quando il bambino o la bambina ancora non parla comunica con i suoni e ne comprende la musicalità, il saliscendi del tono, il ritmo del linguaggio.

Ad esempio, se vogliamo incoraggiare e stimolare il bambino o la bambina usiamo delle tonalità che salgono: “forza, dai che ce la fai”; mentre quando lo culliamo con una ninna nan­na la tonalità scende: “ninna, nanna, fai la nanna…”.

Se siamo spettatori o spettatrici di una conversazione fatta di suoni mescolati a piccoli frammenti di parole, ad un primo ascolto non percepiamo il senso compiuto del rac­conto, ma se osserviamo con attenzione chi parla, notiamo quanto in realtà lo si capiscano.

È come assistere ad un dialogo in una lingua stra­niera!

Che cosa ripetono la mamma e il papà? Ripetono le frasi, i gesti: un bambino o una bambina di un mese non comprende il contenuto ma sente, accoglie e “conserva” ritmo e melodia vocale.

Ma tante ripetizioni, dopo un po’ annoiano e così si inizia a cambiare, a variare. Così il bambino o la bambina potranno da un lato esercitare le proprie capacità di riconoscimento e di percezione e, dall’altro, di adattarsi a qualcosa di nuovo e di arricchire il proprio repertorio.

Il baby talk e il canto sostengono il bambino e la bambina anche nella comprensione delle emozioni.

Il percorso di crescita sonoro 

Dal secondo mese il bambino o la bambina inizia a emettere dei suoni, gioca con le prime sillabe, che diventano via via vocalizzi e sembrano piccole chiacchiere.

Dai sei mesi le produzioni del bambino e della bambina facilitano il dialogo e la conversazione, con ripetizioni e variazioni con l’adulto, imparando così la turnazione, la reciprocità, l’attenzione congiunta, la focalizzazione e lo sguardo condiviso.

Foto di Lawrence Crayton da Pixabay