GAMBE IN SPALLA DESTINAZIONE IL TIGLIO
Questa mattina insieme a Bianca, Serena, Enea, Adele, Hamilton, Cataleya, Jeiden, Ettore, Ester… Vimille, Silvia ed Ilaria, abbiamo preso il minimetrò con destinazione “Il Tiglio”, dove eravamo attesi per un momento di conoscenza e di gioco. Il viaggio è stato spassoso, allietato dalle osservazioni dei bambini/e come Bianca….”Tocco tutte le cose per attaccarmi, sono un po’ stanca” … oppure Serena alla vista di un bar: “ho bisogno di mangiare qualcosa Mary” … “ Dai Seri stringi i denti, ci siamo quasi”… “ma io ho la bocca aperta!!!”
Arrivati, ci aspettava appeso al cancello di ingresso un collages di benvenuto con tutti i colori dell’autunno, composto di foglie, legnetti, ramoscelli, terre, colori; insieme al gruppo dei bambini/e delle educatrici e i coordinatori. Subito ci siamo inoltrati nel parco (Meraviglioso!!!”, dove in un piccolo spazio un braciere con della legna aspettava di essere acceso. Ci siamo seduti tutto intorno e abbiamo aspettato la magia che sprigiona sempre dalla fiamma che arde.

Laura ha letto la storia di Bastoncino (le avventure di un bastoncino per ritrovare la sua famiglia), poi tutti insieme abbiamo cantato la canzone “Le streghe danzano” mentre il fuoco scoppiettava e le sue lingue diventavano sempre più alte e rosse. Una danza ritmata al suono della musica e sapientemente interpretata da Tullia ha concluso questo momento di Accoglienza e di Conoscenza.Dopo lo scambio di piccoli doni, come bulbi da mettere a dimora (Pinocchio), “bastoncini” con tanto di fiocco rosso, biglietto di benvenuti e un pacco di biscotti (Tiglio), abbiamo raggiunto il gazebo dove ci attendeva una merenda di tutto rispetto. Sul tavolo apparecchiato con cura e bello da vedere, c’erano vassoi con della frutta, ciambelloni che racchiudevano il profumo e la bontà dei dolci che si preparano al Nido, caraffe con acqua e Karcadè. Sia grandi che piccini hanno apprezzato molto!!

E’ stata veramente una bella esperienza, un momento di condivisione e di gioco davvero importante. Per Adele ed Hamilton questa uscita è stata qualcosa in più cioè, l’occasione per conoscere le rispettive mamme in un altro ruolo: l’educatrice Giovanna e la collaboratrice di cooperativa Gabriela. Adele si è dimostrata pronta per l’esperienza, la perplessità iniziale ha lasciato spazio alla tranquillità con la quale ha vissuto l’intera mattinata.Significativa è stata la caduta dalla scivolo: subito ha cercato l‘educatrice per farsi consolare e non la mamma (Giovanna ha avuto l’istinto di intervenire, ma subito si è bloccata), brava Adele … e brava Giovanna. 
Con Hamilton è stato più difficile; la vista di Gabriela lo ha turbato, tanto che è scoppiato in un pianto disperato che mi ha costretta ad allontanarmi con lui dal gruppo. Solo quando la mamma non è stata più “in vista”, Hamilton ha riacquistato la sua serenità ed ha iniziato a mangiare ed a giocare.
Quando si sta bene il tempo scorre veloce così sono arrivate le 11.15 e l’ora di dover ripartire. Ci siamo salutati dandoci appuntamento al nostro Asilo per ricambiare la cortesia, e chissà, per tenere viva questa collaborazione tra Servizi che per me è davvero stimolante. Questa esperienza mi ha suggerito alcune riflessioni che voglio fissare su questo foglio.
- Ho avuto la possibilità di verificare due diverse forme di Attaccamento secondario (Adele, Hamilton).
- Sono rimasta affascinata dal parco ma, mi sono sentita in difficoltà: lo spazio non definito… scivoli alti… terreno scosceso… incursioni dei bimbi dell’Infanzia, tutte situazioni con le quali ho dovuto fare i conti e che mi hanno fatto pensare che questo tipo di approccio (Outdoor) necessita assolutamente di una formazione “sul campo” dell’adulto.
- I bambini/e hanno bisogno di persone “sicure” che calcolino il rischio, inteso come possibilità e non come limite. Il diritto al rischio a all’autonomia è il diritto del bambino/a che, dove può, deve fare da solo, sapendo di poter contare su un adulto che lo sostiene e lo affianca ma che non si sostituisce a lui, perché ha fiducia in lui e nelle sue capacità.
- Uscire fuori, niente passeggini ma solo i piedi, per raggiungete un luogo o altri amici è stato l’ennesimo tentativo di connetterci con questa città, dove la presenza di bambini/e è ancora scarsamente contemplata (marciapiedi, strade, buche, minimetrò …).

Voglio concludere con l’entusiasmo e la competenza con cui i bambini/e hanno vissuto l’esperienza. Subito si sono buttati nella nuova situazione senza alcuna difficoltà. Nessuno ha creato “code” o dipendenza dall’adulto, tutti/e si sono mossi in autonomia sperimentando, provando e riprovando quando il primo tentativo andava fallito. Penso agli “atterraggi” dallo scivolo che avvenivano a mo’ di razzo per poi essere sempre “più controllati”; infondo bastava allargare un po’ le gambe come facevano sapientemente i “padroni di casa”.
… Un pensiero per Margherita e Niccolò, bambini del Tiglio, con i quali ho scambiato quattro chiacchiere intorno al fuoco che mi hanno fatto toccare con mano la ricchezza e il valore della relazione.

Giovedì 27 ottobre
Nido d’infanzia “PINOCCHIO”
