CURA E’ DIRITTO- ACCESSIBILITA’
Convegno 2 dicembre 2023
Quest’anno il consueto appuntamento del Convegno dedicato alla Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, organizzato sabato 2 Dicembre presso la Sala dei Notari alle ore 9.00, affronta il tema dell’Accessibilità sotto ogni aspetto educativo-pedagogico offrendo sia interventi con ospiti di spicco a livello internazionale, sia la presentazione di esperienze e progetti realizzati in alcuni servizi del territorio. La Dott.ssa Roberta Migliarini, Dirigente di Area dei Servizi alla Persona del Comune di Perugia, apre il Convegno salutando gli ospiti e passando la parola al primo relatore, il Vicesindaco del Comune di Perugia Dott. Gianluca Tuteri con il suo intervento intitolato “Bambinità”. Il suo discorso sottolinea che “è necessario invocare nella società di oggi la bambinità e ricordarsi che il bambino non è un uomo in miniatura ma qualcosa di più; senza bambinità, l’umanità perderebbe se stessa. Il tempo del bambino è un tempo fuori dal tempo e ogni momento è fuori significato.”
È stato poi il turno del Prof. Aldo Fortunati dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, il quale ci ha riportato una attenta analisi della situazione di accessibilità a livello nazionale, nella sua massima competenza ha rappresentato la panoramica italiana nella sfida della continuità educativa 0/6 analizzandone le criticità e ponendone le sfide per gli obiettivi futuri tra i quali la formazione congiunta tra educatori dei nidi ed insegnanti della scuola dell’infanzia.
In questo quadro ricco e ben definito, si inserisce l’intervento del Prof. David Altimir dell’Ass.ne Rosa Sensat, un emozionante intervento in collegamento direttamente da Barcellona, dove ci racconta un percorso di progettualità educativa che ha coinvolto la comunità accanto un artista locale ricordandoci come i bambini hanno bisogno di adulti apprendenti che abbiano in sé tanta curiosità.
La Prof.ssa Cristina Gaggioli, attraverso un cortometraggio animato intitolato “Ian”, ci ha parlato dei Bisogni Educativi Speciali, ricordandoci con Ian, una storia vera che ha emozionato tutti, come le necessità abbiano bisogno di risposte speciali.
La Prof.ssa Maria Filomia attraverso la bellezza degli albi illustrati ha ricordato come sia necessario per i servizi possedere libri per l’infanzia che siano anche “difficili” per educare alla complessità piccoli e grandi.
Si prosegue parlando di complessità sotto l’aspetto della multicuturalità. Interviene la Prof.ssa Alessia Bartolini dicendo che “non basta vivere insieme per promuovere intercultura.
L’educazione interculturale deve essere progettata. Si deve pensare alla complessità culturale e il plurilinguismo quale ricchezza presente nella quotidianità che richiede una formazione specifica e nuove competenze e nuove forme di incontro e di scambio tra figure professionali e famiglie, che hanno origini in altri Paesi e si aspettano accoglienza, ascolto. Questa è una complessità che sollecita la conoscenza del mondo, apre orizzonti, pone nuove sfide alla vita democratica e assicura la capacità di adattarsi ai cambiamenti.”
Con un intervento molto sentito e diretto vista anche la lunga collaborazione e conoscenza della nostra realtà, la Prof.ssa Anna Lia Galardini ha voluto concludere la rosa degli interventi magistrali con forza e passione per ricordare a tutti quale grande valore abbia la professionalità educativa/scolastica e l’importanza di aver cura di chi si prende cura.
Partendo da un progetto realizzato per le famiglie del comune di Spoleto che ha creato una rete mettendo in sinergia Consultorio, Biblioteca (relatrice Dott.ssa Marianna Bucchi) e, Nidi d’infanzia, la Dott.ssa Maria Paola Fedeli ha parlato della possibilità concreta per il futuro di poter creare il sistema integrato 0-6 come spazio comunitario, costruendo cerniere educative tra le differenti agenzie educative e non del territorio in modo da sviluppare una vera e propria cultura dell’infanzia 0-6. “Le reti educative possono assumersi il compito di educare il bambino, futuro cittadino della città e del mondo”.


Oltre a questi interventi abbiamo avuto anche il contributo di alcuni servizi perugini: la scuola dell’infanzia Lampada Magica, il Centro per bambine e bambini e per famiglie Albero di tutti, i Nidi d’infanzia Arcobaleno, Grillo Parlante, La Giostra, Orsacchiotto, Kilipupu che con professionalità hanno riportato delle esperienze, progettazioni e percorsi realizzati nei propri servizi inerenti agli argomenti affrontati nelle varie aree tematiche, offrendoci uno sguardo globale dei loro percorsi oltre a piccoli emozionanti pillole della loro quotidianità. Conclude il Convegno con un saluto agli ospiti e alla platea, Samantha Bonucci Coordinatrice Pedagogica di Rete del Comune di Perugia e Zona Sociale 2 raccontandoci in breve la storia e le motivazioni che hanno portato al titolo del Convegno stesso.
L’evento comprendeva anche uno spazio dedicato alle famiglie: il pomeriggio alle 16.00 presso la Sala S. Anna sono stati aperti i laboratori dedicati alle famiglie e ai bambini in età 0-6. Il personale educativo comunale e non, ha accolto grandi e piccini in una sala allestita con lanterne, piccole luci, cuscini, morbidi tappeti, angoli per la lettura e uno spazio lasciato per fare altre esperienze (con tappetini cuscini e coperte che ciascun genitore avrebbe portato), condotte dalla Dott.ssa Nicoletta Sensi e dalla Dott.ssa Sara Caligiuri accompagnate dal suono di una campana tibetana ed altre sonorità.
Le famiglie, dopo essere state accolte in ingresso hanno iniziato la prima esperienza di letture, al termine della quale sono passate alla zona centrale della sala, dove disponendo i propri tappetini iniziano l’esperienza musicale e rilassante. Tutti, bambini, genitori, nonni, a prescindere dall’età, sono rimasti coinvolti dalle esperienze proposte, l’atmosfera che si respirava era indescrivibile.

Terminato il momento della musica ci si prepara a disporsi in un altro spazio per la lettura di commiato. In uscita, una piccola lettera contenente il “Primo Manifesto della Cura 0/6” viene regalata ad ogni famiglia e lasciato a disposizione un “quaderno delle memorie” dove ciascuno a piacere può scrivere una frase, un commento, una parola, lasciare una traccia sull’esperienza… i volti sono distesi e sorridenti, i ringraziamenti scritti e a voce sono stati tanti, i bambini tornano indietro verso libri e tappeti…
…si, decisamente l’esperienza era piaciuta!


