DIARIO DI OTTOBRE, PICCOLE STORIE DI FELICITA’.
Dal Nido Orsacchiotto
Se decidessimo con curiosità di andare a vedere nel vocabolario la parola mela, leggeremmo méla s. f. [lat. pop. melum (gr. attico urñov) per il classico malum (gr. dorico uālov)]. – 1. a. Il frutto del melo, noto in botanica col nome di pomo (è in realtà un falso frutto, perché la parte carnosa della mela deriva dallo sviluppo del ricettacolo e non dall’ovario, che è infero): ha forma varia, per lo più sferica, un po’ depressa,ombelicata alle due estremità, con polpa croccante, talora farinosa, e buccia di vario colore… Oppure i più esperti ci potrebbero ricordare che la mela è ricca di micronutrienti, la mela contiene diverse vitamine (B1, B2, B3, Folati, Vitamina Ae Vitamina C) e minerali (sodio, potassio, ferro,calcio e magnesio). Tra questi, i componenti maggiormente presenti nel frutto sono la vitamina C e il potassio. Sono presenti, inoltre, diverse sostanze che conferiscono alla mela proprietà antiossidanti. Ma sicuramente anche se tutto ciò non ci salta alla mente la potremmo associare con il detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”.
Noi del piccolo nido d’infanzia Orsacchiotto, di Ponte Pattoli, assieme ai bambini e alle bambine presenti quest’anno abbiamo in mente sicuramente un’ altra forte e vera proprietà della mela: portatrice di allegria. Quello che è successo, infatti, intorno al nostro melo è difficile da raccontare, pensiamo che si faccia davvero pedagogia naturale quando le azioni accanto alla natura diventano quotidiane, progettate e pesante da adulti riflessivi ma non programmate, lasciate alla spontaneità dei bambini e delle bambine accanto alla piacevolezza vissuta dagli adulti che si trovano ad accompagnare questi momenti. Quest’anno le mele erano ancora più gustose di sempre, cosi ci raccontano chi in quel giardino ha vissuto tante esperienze, mele piccole e buonissime. Ogni giorno in questo periodo la raccolta delle mele fa sorridere a crepapelle i bambini, fa completamente restare a bocca aperta i bambini e le bambine quando l’educatrice si deve innalzare per battere e cercare di far cadere le mele più belle…

Ma il bello arriva dopo averle scelte con cura, io personalmente starei ora ad ascoltare i dialoghi appassionati che circolano in giardino tra adulti e bambini in questi istanti di ordinaria bellezza.Dopo la scelta finalmente arriva l’assaggio, un assaggio gustato a pieno,con gioia e serenità, dove ognuno naturalmente si accomoda dove preferisce: chi a sedere in terra, chi nel tavolino di legno, chi improvvisa pic nic e chi sta accoccolato all’educatrice, ma l’importante è viverla assieme questa esperienza grandi e piccoli, perché così si fa in un nido che vuole essere luogo di vita. Poi arrivano le famiglie ed ecco che decidiamo di offrire le nostre mele anche a loro, anzi gli stessi bambini scelgono una mela per il proprio genitore che è tornato a prenderli. Ma poi c’è anche il bambino che, invece, di dare la mela al genitore la tiene preziosamente per se e offre al genitore con molta disinvoltura, caratteristica preziosa che i bambini hanno, la propria maglia da riportare gentilmente a casa.


